{"id":1664,"date":"2023-10-05T00:21:56","date_gmt":"2023-10-04T22:21:56","guid":{"rendered":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/?p=1664"},"modified":"2023-12-27T20:11:44","modified_gmt":"2023-12-27T19:11:44","slug":"8-liberta-assoluta-2-1","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/2023\/10\/8-liberta-assoluta-2-1\/","title":{"rendered":"(8) Libert\u00e0 Assoluta &#8211; 2.1"},"content":{"rendered":"<div class=\"fcbkbttn_buttons_block\" id=\"fcbkbttn_left\"><div class=\"fcbkbttn_button\">\n                            <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/100094185773449\" target=\"_blank\">\n                                <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/wp-content\/plugins\/facebook-button-plugin\/images\/standard-facebook-ico.png\" alt=\"Fb-Button\" \/>\n                            <\/a>\n                        <\/div><div class=\"fcbkbttn_like \"><fb:like href=\"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/2023\/10\/8-liberta-assoluta-2-1\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"standard\"  width=\"225px\" size=\"small\"><\/fb:like><\/div><div class=\"fb-share-button  \" data-href=\"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/2023\/10\/8-liberta-assoluta-2-1\/\" data-type=\"button_count\" data-size=\"small\"><\/div><\/div>\n<p>PARIGI, OP\u00c9RA<\/p>\n\n\n\n<p>14 GENNAIO, ORE 13:00<\/p>\n\n\n\n<p>Mi considero una persona abbastanza distaccata, eppure quando l\u2019ho visto portare via da quell\u2019ambulanza senza sirene sono rimasto tremendamente scosso. Non saprei nemmeno dire quanti anni avesse avuto Simon, prima che lo trovassero accasciato sul marciapiede accanto al suo cappello, ai fogli sfascicolati, alle sue parole. L\u00ec, dove si trovava sempre, puntuale, ma con la schiena dritta e le mani sulle ginocchia.<\/p>\n\n\n\n<p>In qualche modo, per qualche strana ragione, mi accorgo che gli volevo bene. Ritrovarlo ogni giorno era un sollievo per la mia ossessiva ricerca di precisione. Una rassicurazione. Ho parlato raramente con lui, ma gli devo molto. So che in fondo era soltanto un uomo che riempiva la propria solitudine dedicando poesie a turisti di passaggio, a sconosciuti, stranieri. Cos\u00ec da anni, con grazia. Non aveva smesso neppure quando i pantaloni si erano rotti, compressi tra il peso delle ginocchia e l\u2019asfalto, chiss\u00e0 se lo ha fatto davanti alla morte. Non si sa come sia successo, si sa solo che alla mattina era vivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla mattina era vivo. Dieci ore prima di morire era vivo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea di un nesso tra quella stupida frase e la morte di Simon mi ha fatto compagnia per tutta la notte. Sar\u00e0 che non ho mai amato cedere alla tentazione di lasciare al caso o al destino la facolt\u00e0 di mettere insieme i pezzi della mia vita, non mi basta consolarmi collezionando coincidenze che confinano l\u2019esistenza in un muto subire. Preferisco credere nell\u2019intenzione, della volont\u00e0 o della causa, anche se disperata. E allora quella frase \u00e8 diventata ai miei occhi un\u2019ammissione, un conteggio del tempo che rimane, una clessidra. Ogni minuto, un minuto di vita in meno, ogni respiro un secondo in meno, una storia arrivata alle sue ultime righe.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo ancora quel libro, che osservavo ora con un senso di riluttanza. Era l\u00ec, gettato nella mia borsa. Colpevole. Solo riprendendolo in mano alla ricerca di non so bene che cosa mi sono accorto di un particolare anche abbastanza vistoso, ma che la scorsa mattina, sprofondato su quella poltrona color zabaione, mi era sfuggito: un\u2019etichetta stropicciata appiccicata sul dorso, in basso.&nbsp;<em>833 GOE. Biblioth\u00e8que de l\u2019Op\u00e9ra.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, approfittando della libert\u00e0 che il sabato concede, salgo senza troppo pensarci sulla linea 4 della metropolitana sopraelevata, diretto alla fermata Op\u00e9ra. Mi siedo tra un gruppo di americani dalle voci accese. Portano scarpe da ginnastica e maglioni scoloriti. Le barbe arruffate fanno compagnia al modo sconnesso in cui ridono e si agitano sui sedili. Che diavolo spero di trovare? Che cosa faccio? Io non sono mica un detective\u2026 ci ho fantasticato, qualche volta, \u00e8 normale, ma non lo sono mai diventato. E poi\u2026 chi lo dice che Simon sia stato ucciso. Magari \u00e8 stato un malore, probabilmente era malato, magari ha voluto farla finita, magari\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la metropolitana ferma all\u2019incrocio tra Boulevard des Capucines e Place de L\u2019Op\u00e9ra sento il respiro abbandonarmi. A forza scendo le scale e attraverso la piazza assolata. Mi sento un ragazzo spedito impreparato a fare il suo ultimo esame. Mentre usciva dall\u2019ingresso della biblioteca con in mano un libro sulle vesti della Corte di Francia, una ragazza mi guarda in modo strano: devo proprio avere un\u2019espressione idiota. Eppure, mi piacciono le biblioteche, sono luoghi dove poter stazionare e leggere qualsiasi cosa venga in mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante l\u2019esitazione mista a imbarazzo entro nella grande sala rotonda.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta erano molto pi\u00f9 affollate queste sale, prima che ci si convincesse davvero che tutto possa essere racchiuso in piccole schede di memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi guardo intorno come se non avessi passato qui pi\u00f9 tempo di quanto ne ho passato nella cucina del mio monolocale, solo che ora \u00e8 tutto diverso. Colgo come ogni volto mi fissi compiaciuto, come a volermi dire \u201clo sapevamo, ti stavamo aspettando\u201d. Sarebbe stato possibile, anzi addirittura facile prevederlo. Sono in trappola.<\/p>\n\n\n\n<p>Una spia camuffata da ricercatore in pensione si annota i miei movimenti. Un\u2019altra mi segue, \u00e8 sempre stato alle mie spalle, gi\u00e0 in ascensore. Come ho potuto non accorgermene\u2026 E\u2026 Quel tale ricurvo deve essere il capo, mi guarda, mi fissa, sorride. Beffardo, \u00e8 capace di tutto. Viene verso di me &#8211; Giuda &#8211; tende la mano &#8211; ecco, \u00e8 il segnale &#8211; e stringe quella della spia alle mie spalle. I due si salutano a occhi ridenti. Che piano ben calcolato, sembra tutto normale! Non mi fermo, tentare di tornare indietro sarebbe ormai impossibile, vado avanti: anche fingersi stupidi \u00e8 un\u2019arma a volte. Le tempie pulsano mentre sento la maglia gelida e sudata. Sono di fronte al giovane bibliotecario, biondissimo. Gli porgo il libro, non parlo mentre lui mi saluta educato. Lo prende, lo passa attraverso il lettore. Resta immobile, mi guarda.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c9 sicuro di averlo preso qui, signore?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi!, Cio\u00e8.. no, io non\u2026\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesto libro \u00e8 stato scartato gi\u00e0 l\u2019anno scorso. Chi lo ha sostituito si deve essere dimenticato di togliergli l\u2019etichetta. Lo tenga pure, io non posso farlo rientrare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa?! Cio\u00e8\u2026 non lo ha preso\u2026 nessuno?\u201d. Rispondo con voce quasi irritata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi spiace, almeno non di recente\u201d. Sorride e mi porge il libro.<\/p>\n\n\n\n<p>Imbarazzato, frustrato, gelato e rosso in faccia, prendo di nuovo quel maledetto libro e me ne torno verso l\u2019uscita. Gli altri, nella sala, proseguono le loro faccende e nemmeno si accorgono che sto per uscire.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno ha ucciso Simon e io al posto che guardare le serie in tv devo imparare a farmi una vita. Stanchissimo, mi siedo sulle scale davanti alle colonne del teatro. La piazza, squadernata davanti a me sembra ospitare un inventario d\u2019umanit\u00e0 pi\u00f9 completo che mai. E se il libro fosse stato messo l\u00ec per qualcuno? Se non fosse un avvertimento ma un messaggio? Sciocchezze. Ma perch\u00e9 non mi tolgo dalla testa certi pensieri? Non dovrei lasciare che la fantasia mi distragga. Ora basta, niente pi\u00f9 illusioni, mi sono fatto un giro e ora torno a casa. Ma prima\u2026 andr\u00f2 a farmi un caff\u00e8 al\u00a0<em>Chapelier fou<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza la sua popolazione di universitari il locale non sembra lo stesso. Louis sta preparando un gin tonic mentre la giovane cameriera si attarda a raccontare agli accorsi per l\u2019occasione di quanta gente ci fosse il giorno prima per la strada. Sembra divertita: la curiosit\u00e0, se gestita male, pu\u00f2 diventare estremamente macabra.<\/p>\n\n\n\n<p>Resto in disparte, non ho voglia di parlare. Un ometto con la giacca sulle spalle sta dicendo che c\u2019\u00e8 qualcosa di strano, che si ricorda che quando era giovane una volta era sparito il nuovo portiere del suo condominio. Doveva essere il 20** e lo ritrovarono dopo due mesi in Thailandia con la moglie dell\u2019avvocato che abitava di fronte. Qualcun altro sta tenendo banco sostenendo che la polizia deve aprire un\u2019indagine, si far\u00e0 l\u2019autopsia e solo allora potremo cercare di scoprire cosa \u00e8 successo. Dice proprio&nbsp;<em>potremo<\/em>\u2026 Sento la sua voce affievolirsi mentre riprendo tra le mani il libro e comincio a leggerne qualche pagina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 gi\u00e0 buio quando me ne vado. Dopo tutto, non \u00e8 stata una brutta giornata, forse la racconter\u00f2 a qualche amico. Mentre mi allontano mi giungono ancora all\u2019orecchio le voci dal locale, stridenti rispetto al silenzio della strada. Se non ci fosse nessuno mi metterei a canticchiare: l\u2019adrenalina mi ha messo una strana euforia addosso. Anzi, mi fermo e lascio passare quell\u2019uomo che cammina dietro di me, voglio rimanere da solo. Mi affianca, fa un cenno alzando appena il cappello\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa che cosa fa\u2026 aiuto!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDammi. Quel. Libro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa che cosa vuole, aiutoooo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 per te.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Cado a terra sotto gli strattoni dell\u2019uomo che cerca di portarmi via la borsa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLasciami, lasciami. Lasciamiii\u201d.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PARIGI, OP\u00c9RA 14 GENNAIO, ORE 13:00 Mi considero una persona abbastanza distaccata, eppure quando l\u2019ho visto portare via da quell\u2019ambulanza senza sirene sono rimasto tremendamente scosso. 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