{"id":1639,"date":"2023-09-03T17:30:00","date_gmt":"2023-09-03T15:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/?p=1639"},"modified":"2023-09-04T18:01:30","modified_gmt":"2023-09-04T16:01:30","slug":"4-liberta-assoluta-1-1","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/2023\/09\/4-liberta-assoluta-1-1\/","title":{"rendered":"(4) Libert\u00e0 Assoluta &#8211; 1.1"},"content":{"rendered":"<div class=\"fcbkbttn_buttons_block\" id=\"fcbkbttn_left\"><div class=\"fcbkbttn_button\">\n                            <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/100094185773449\" target=\"_blank\">\n                                <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/wp-content\/plugins\/facebook-button-plugin\/images\/standard-facebook-ico.png\" alt=\"Fb-Button\" \/>\n                            <\/a>\n                        <\/div><div class=\"fcbkbttn_like \"><fb:like href=\"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/2023\/09\/4-liberta-assoluta-1-1\/\" action=\"like\" colorscheme=\"light\" layout=\"standard\"  width=\"225px\" size=\"small\"><\/fb:like><\/div><div class=\"fb-share-button  \" data-href=\"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/2023\/09\/4-liberta-assoluta-1-1\/\" data-type=\"button_count\" data-size=\"small\"><\/div><\/div>\n<p>PARIGI, SAINT-GERMAIN DES PR\u00c8S<\/p>\n\n\n\n<p>13 GENNAIO, ORE 7:00<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi compio 40 anni. Compio 40 anni ed \u00e8 successo un\u2019altra volta. Mi sveglio completamente vestito su un divano non mio. La mia borsa di cuoio \u00e8 abbandonata sul pavimento vicino alle scarpe, la giacca buttata sull\u2019appendiabiti di fianco alla porta, da sola. Le maniche della camicia sono arrotolate sopra i gomiti, i bottoni quasi tutti slacciati. Non ricordo nemmeno che cosa stessi facendo ma in bocca ho ancora il sapore del fumo. Mi alzo e mi strofino il viso con le mani, raccolgo le mie cose. Ci sono fogli ovunque, illuminati dalla luce che sempre pi\u00f9 prepotentemente entra dalla finestra chiusa. Riconosco la mia scrittura, sgraziata e stanca per le troppe ore di sonno non consumato. Tutti i computer sono ancora spenti, i corridoi deserti e il silenzio, in questo ufficio, suona inquietante e meraviglioso. In lontananza si sente appena Parigi svegliarsi, le macchine e i passanti pulsano per le strade e animano la citt\u00e0. Mi avvicino alla scrivania, leggo qualche appunto e raccolgo la borsa. Sono le sette, devo bere un caff\u00e8 e tornare al mio ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non riesco pi\u00f9 a contare le notti che ho passato in ufficio da quando lavoro a Parigi. Mentre aspetto l\u2019ascensore penso che la cosa non mi d\u00e0 affatto fastidio: aggirarmi per queste stanze vuote mi lascia un sentimento rassicurante da monarca assoluto, dopo tutto ho sempre vissuto la solitudine come una condizione di estrema libert\u00e0. Sento pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo dolce pensiero si infrange al piano terra, quando le porte si spalancano e mi scaraventano in un mondo che ha preso improvvisamente vita. Gente che cammina, parcheggi e porte di negozi che stanno aprendo. Cartelli, sigle, frecce, motori, voci, biciclette sui marciapiedi gi\u00e0 stretti. Gli edifici dai tetti scuri si sostengono a vicenda davanti alla vecchia abbazia di Saint-Germain, mentre alcuni turisti trascinano valige pesantissime e scattano le ultime fotografie con l\u2019esasperazione di chi non vuole perdere nessuna visione. Questo quartiere \u00e8 ben noto alla mia mente, so esattamente che cosa mi aspetta oltrepassato il prossimo incrocio e dove portano tutte le sue vie, anche quelle che non ho mai percorso. Sebbene ami camminare per la citt\u00e0 tendo a prestare fedelt\u00e0 apostolica a una certa routine. Le strade riuniscono tutti i piccoli atomi che non si conoscono e mai si conosceranno in un\u2019esistenza collettiva e io cerco di adattarmi conservando un certo ordine: anche la confusione \u00e8 tenuta insieme dal suo filo rosso. Allora percorro Rue Bonaparte, alzo lo sguardo davanti a Saint Sulpice, bellissima, mi porto sull\u2019altro lato della strada per imboccare Rue Palatine. Scorgo il mio riflesso sulla vetrina del venditore di teatrini cinesi, quelle dell\u2019ottico, della banca, dell\u2019hotel di lusso, della lavanderia a gettoni, della palestra. Svolto a sinistra, poi a destra, supero l\u2019ingresso della metropolitana, i giardini pubblici recintati con un cancello in ferro, ed ecco l\u2019incrocio con Rue de Tournon. Mi fermo sotto il semaforo, attendo, attraverso, sento la vicina cupola dell\u2019edificio del Senato, schivo qualche pedone distratto, ancora qualche passo, e sono arrivato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Chapelier fou \u00e8 un locale che a dispetto del suo nome non rivela nulla di fiabesco o di stravagante. Non so perch\u00e9 ogni giorno vengo fin qui, sar\u00e0 forse per l\u2019arredamento fuori moda, che mi ricorda la casa dei miei nonni in Italia, o per il caff\u00e8 ristretto che il vecchio Louis mi serve declamando un&nbsp;<em>Arivederci<\/em>&nbsp;che capitola sempre sulla doppia consonante. I suoi tavolini sono un ritrovo a buon mercato per studenti della vicina universit\u00e0. Entro ed \u00e8 tutto un rosario di discorsi anarchici e idealisti: teorie nate premature che moriranno troppo in fretta. \u00c8 incredibile come certe abitudini si tramandino di generazione in generazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il locale \u00e8 ancora semivuoto e non fatico a trovare posto vicino alla veranda. Dall\u2019altra parte della strada Simon si sta preparando a recitare ai passanti le sue poesie. Ha posato il cappello e si \u00e8 tolto la giacca. Sta seduto dritto e non abbassa mai lo sguardo, le mani sulle ginocchia, i pantaloni a quadri verdi, le dita incrociate e la voce dolcissima. Si compiace di saper comporre poesie su qualsiasi soggetto in pochissimo tempo e ha fatto del suo talento la sua professione da strada. Bravo lo \u00e8 davvero e di sicuro riposa meglio di me.<\/p>\n\n\n\n<p>Sprofondo sulla sedia color zabaione e mi ritrovo a ricucire i pezzi del lavoro abbandonato ieri notte che devo portare tra poco a termine, quando i miei occhi cadono su qualcosa incastrato sotto il cuscino della sedia accanto. D\u2019istinto lo afferro. \u00c8 un libro! Che regalo di compleanno mi ha riservato il destino\u2026 nell\u2019era virtuale sono sempre meno i lettori che non rinunciano a incollare i propri occhi su una pagina di carta piuttosto che sopra un monitor luminoso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGradisce qualcosa da mangiare insieme al caff\u00e8?\u201d Sobbalzo. \u201cAh.. un croissant al burro, per favore. E un succo all\u2019ananas.\u201d Sollevo incuriosito la copertina di cartone rigido, sciupato: Johann Wolfgang von Goethe. I dolori del giovane Werther. \u201cMi dispiace, ma abbiamo terminato il succo all\u2019ananas.\u201d Sorrido, ricordo di averlo letto anche io, molti anni fa. \u201cMi perdoni\u2026\u201d&nbsp;&nbsp;\u201cCome, scusi?\u201d Solo ora mi volto verso la cameriera che mi guarda vagamente perplessa. \u201cil succo, mi \u00e8 rimasto quello alla mela, va bene lo stesso?\u201d. Non ricordo se frequentavo gi\u00e0 l\u2019universit\u00e0 oppure\u2026&nbsp;&nbsp;\u201c\u2026 Hemm\u2026 si si, va bene lo stesso.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Rimasto di nuovo solo insieme alla mia sorpresa comincio a sfogliarne velocemente le pagine. Leggo qualche riga qua e l\u00e0, ci sono molte sottolineature colorate, cerco i titoli dei capitoli e le frasi isolate. Mi soffermo su qualche dialogo, ricomincio partendo dal fondo: \u00e8 davvero inspiegabile l\u2019emozione che mi procuri avere un libro per le mani. Girando le pagine mi sembra che qualcosa interrompa improvvisamente il regolare ritmo delle letterine stampate. Torno indietro e ripeto lo stesso movimento. Ecco, a pagina 83: appunto scritto a mano con una biro nera, caratteri maiuscoli e ricalcati pi\u00f9 volte. Mi avvicino: \u201cOgnuno 10 ore prima di morire era vivo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno era vivo dieci ore prima di morire. Che razza di frase\u2026 Ricomincio con la mia lettura ma mi accorgo che ormai si \u00e8 fatto tardi. Devo finire la mia colazione e tornare a lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Pago ed esco di corsa mentre un tipo in tuta sta entrando nel locale. Guarda basso e quasi ci scontriamo, non sembra accorgersene. Di fretta saluto Simon che mi ricambia con il suo sguardo azzurrissimo ma non sorride.<\/p>\n\n\n\n<p>Come pensavo, \u00e8 stata una lunga giornata. Di quelle passate con i gomiti sulla scrivania e i palmi delle mani sulla fronte, quasi a voler sostenere quelle idee che quanto pi\u00f9 servono quanto pi\u00f9 faticano ad arrivare, mentre si vorrebbe soltanto dell\u2019altro caff\u00e8. Oltre nove ore senza sosta metterebbero alla prova chiunque. Il monarca assoluto di questa mattina \u00e8 ora un bracciante che si trova a difendere il proprio pezzettino di mondo dal disordine e dal chiasso degli altri braccianti come lui. Si sono fatte le 6, decido che \u00e8 troppo, che non c\u2019\u00e8 nulla di eroico nel digiuno n\u00e9 nell\u2019insonnia. Raccolgo le mie cose e me ne vado, esco e riprendo il mio percorso con la solita precisione, questa volta verso casa: alzo lo sguardo davanti a Saint Sulpice, mi porto sull\u2019altro lato della strada per imboccare Rue Palatine. Scorgo il mio riflesso sulla vetrina del venditore di teatrini cinesi, quelle dell\u2019ottico, della banca, dell\u2019hotel di lusso, della lavanderia a gettoni, della palestra. Svolto a sinistra, poi a destra, supero l\u2019ingresso della metropolitana, i giardini pubblici recintati con un cancello in ferro, ed ecco l\u2019incrocio con Rue de Tournon. Mi fermo sotto il semaforo, attendo, attraverso &#8211; la cupola del Senato \u00e8 sempre al suo posto &#8211; proseguo, appare l\u2019insegna del Chapelier fou e\u2026 che succede? La strada \u00e8 bloccata. Macchine, divise, sirene. Tutti girano attorno a un lenzuolo bianco a terra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PARIGI, SAINT-GERMAIN DES PR\u00c8S 13 GENNAIO, ORE 7:00 Oggi compio 40 anni. Compio 40 anni ed \u00e8 successo un\u2019altra volta. Mi sveglio completamente vestito su un divano non mio. La mia borsa di cuoio \u00e8 abbandonata sul pavimento vicino alle &hellip; <a href=\"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/2023\/09\/4-liberta-assoluta-1-1\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6156,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[87],"tags":[111,110],"class_list":["post-1639","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-liberta-assoluta","tag-mistero-2","tag-parigi-2"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1639","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6156"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1639"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1639\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1651,"href":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1639\/revisions\/1651"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/forzaliberta.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}